scultura, Piermarini Sandro

Titolo
Senza titolo
Autore
Piermarini Sandro (1947/) - ideatore/ esecutore
Cronologia
2004/05/09 - 2004/05/23
Collocazione
Lignano Sabbiadoro (UD) Lignano Pineta
Parco del mare
Codice scheda
OAC_797
Iscrizioni

La scultura è costituita da due blocchi affiancati, entrambi lavorati con una superficie irregolare e materica sul lato frontale, quasi a ricordare la trama della roccia naturale. Questi due elementi sono divisi da una fessura centrale, una sorta di varco che apre lo sguardo verso l'interno, suggerendo un’idea di separazione e al tempo stesso di dialogo tra le due parti.

«La prima cosa che chiedono ad un artista dinanzi ad un'opera, è ciò che essa rappresenta. Non abbiatevene a male, non darò la soluzione del cruciverba. Ognuno risolva per proprio conto l'enigma con il rischio certo di risposte diverse. A capo di tutto ciò la nostra insicurezza e probabilmente la paura di sbagliare. Non abbiate timore l'errore segue l'errore guardando distaccati nel tempo, al contrario nel presente tutto ci appare chiaro. Rimaniamo perplessi e smarriti quando non rintracciamo nelle fattezze dell'opera elementi riconducibili a ciò che conosciamo. Tutto ciò è comprensibile. A forza di usare gli occhi, ci siamo convinti che tutto ciò che vediamo sia l'unico modo di vedere escludiamo cioè altri modi di indagine per capire ciò che abbiamo davanti. Allora proviamo ad abbandonarci, chiudiamo gli occhi, vediamo con la mente, immaginiamo, diamo significati alle forme, attraverso le nostre sensazioni riscopriamo significati archetipi, leggiamo nella sintesi gli infiniti punti di vista della realtà che si mostra nella sua complessità». Dinanzi a questa scultura di Sandro Piermarini, intitolata volutamente “Senza Titolo”, ci si trova di fronte a un invito aperto, quasi a una sfida silenziosa. Due blocchi di pietra, scolpiti con superfici materiche e tagli netti, si ergono vicini ma separati, in un equilibrio che sembra oscillare tra unione e distanza. L’opera non offre appigli immediati alla riconoscibilità: non rappresenta nulla di concreto, non raffigura forme familiari. È piuttosto un varco, uno spazio in cui ciascuno è chiamato a proiettare la propria esperienza interiore. A chiarire questo atteggiamento arriva la riflessione dello stesso Piermarini: l'artista invita a non cercare risposte univoche, a non pretendere certezze, ma a lasciarsi attraversare dal dubbio, dalla possibilità di errori e interpretazioni molteplici. In fondo, guardare un’opera astratta significa anche riconoscere i nostri limiti: si è abituati a pensare che ciò che si vede con gli occhi sia l’unica realtà, mentre esistono altre vie di comprensione, più intime e profonde. Ecco perché Piermarini propone di chiudere gli occhi, di vedere con la mente, di lasciarsi guidare dalle sensazioni e dai significati archetipici che le forme evocano. Così la scultura si trasforma in uno specchio interiore: non dice cosa sia, ma costringe a chiedersi cosa significa per noi, oggi, qui e ora. È un’opera che non pretende di dare risposte, ma che restituisce l’esperienza preziosa del guardare diversamente, del sentire al di là delle apparenze.
Il percorso formativo di Piermarini affonda le radici nella suggestione artistica marchigiana: frequenta l’Istituto d’Arte di Macerata, prima di proseguire gli studi al Liceo Artistico di Roma, dove ha modo di confrontarsi con maestri del calibro di Afro e Renato Guttuso. Tornato nella sua Macerata, Piermarini inizia a esporre sin dagli anni Settanta, sperimentando sin dalla prima ora una tensione tra la tradizione scultorea e la visione moderna, con un occhio attento anche all’impegno sociale, tema che intuirà essere parte integrante della sua poetica artistica. Il suo linguaggio esplora l’essenza della materia: pietre scolpite che narrano fragilità e tensione, superfici che si aprono in fessure sottili, giochi di vuoto e pienezza. Tale cifra stilistica emerge chiaramente in opere come questa, dove la corteccia granitica si fende lievemente, rivelando ciò che è nascosto in profondità e insinuando un dialogo tra instabilità e luminosità.