scultura, Collini Maria Grazia

Titolo
Conscio-Inconscio
Autore
Collini Maria Grazia (1957/) - ideatore/ esecutore
Cronologia
2003/05/11 - 2003/05/25
Collocazione
Lignano Sabbiadoro (UD) Lignano Pineta
Parco del mare
Codice scheda
OAC_813
Iscrizioni

L’opera è costituita da un blocco lapideo di forma quadrangolare disposto verticalmente. La lastra è montata su una struttura metallica di sostegno composta da due elementi verticali paralleli, infissi direttamente nel terreno, collegati posteriormente al pannello lapideo mediante piastre di fissaggio. Il fronte del blocco presenta una superficie levigata in cui emerge, in rilievo, una protuberanza sferica posta verso il centro. Sul retro della lastra, invece, si osserva un incavo emisferico scavato nella pietra. La lastra lapidea ha i margini regolari, con taglio netto, e mantiene lo spessore costante su tutta la superficie.

L’opera di Maria Grazia Collini si presenta come un grande pannello lapideo montato verticalmente su una struttura metallica di sostegno. La superficie frontale, levigata, è interrotta da una protuberanza emisferica che sembra emergere dal cuore stesso della materia; sul retro, a corrispondenza, un incavo emisferico si apre nella pietra, scavato in profondità. Questo doppio intervento, in positivo e in negativo, trasforma il blocco in una sorta di diaframma, un passaggio tra due dimensioni: da un lato la sporgenza tangibile, dall’altro la cavità che assorbe luce e sguardo. Il lavoro, intitolato Conscio ~ Inconscio, condensa con essenzialità formale i tratti peculiari della ricerca di Collini: il rapporto diretto con la materia, il dialogo tra superficie e profondità, la tensione tra forza plastica ed equilibrio meditativo. La scultura, collocata all’aperto, acquista ulteriore intensità nel dialogo con lo spazio naturale che la circonda.
Maria Grazia Collini è nata a Vergnacco, in provincia di Udine, dove tuttora vive e lavora. Dopo gli studi presso la Scuola d’Arte “Giovanni da Udine”, con specializzazione in ceramica, si forma nello studio dello scultore Luciano Ceschia, avviando un percorso che la porterà a misurarsi con diversi materiali e a maturare una poetica fortemente legata alla materia. Nel 1983 fonda il Circolo Culturale “Il Faro”, realtà che diverrà punto di riferimento per la promozione dell’arte contemporanea in Friuli. A partire dagli anni Ottanta espone in Italia e all’estero, prendendo parte a numerosi simposi internazionali di scultura. La sua attività si distingue per l’attenzione costante al rapporto tra scultura e ambiente: i materiali scelti, spesso locali, non vengono mai snaturati, ma rispettati nella loro qualità intrinseca. Questo approccio, insieme a una forte sensibilità per l’essenzialità del segno, ha fatto sì che le sue opere siano presenti in spazi pubblici e collezioni private in Europa, Asia, Medio Oriente e America.