in basso a destra sul cartiglio: Secans Secantis/ utinensis opus/ 1590
La Madonna, seduta oltre un parapetto marmoreo sul quale è applicato un cartellino, tiene sulle ginocchia Gesù Bambino, che solleva la manina verso il suo volto. In secondo piano a destra un tendaggio verde, che lascia spazio a sinistra a un sereno scorcio di paesaggio, percorso da un fiume che lambisce colline verdeggianti oltre le quali si innalzano monti azzurrati dalla lontananza.
Questa copia della tavola di Cima da Conegliano, che era collocata nella stessa chiesa, riporta nel cartiglio in basso, dove nell'originale compare la firma di Cima, la scritta "Secans Secantis utinensis opus" e la data 1590. Nella copia sono ben visibili i segni del ricalco lungo i contorni e in alcuni punti (nelle pieghe del velo, nella mano destra, nel volto del Bambino). Dalla meticolosità adoperata possiamo dedurre che il pittore, abbia voluto riprodurre il quadro famoso rimanendo il più fedele possibile al modello. Pur essendo una fredda esercitazione che rimane molto lontana per qualità pittorica dalla tavola di Cima, questa copia permette di risalire al modello della Vergine adottato nella versione originale. Alla tela di Secante è affidata la memoria dell'opera sottoposta, nel corso del tempo, a notevoli rimaneggiamenti che hanno portato al rifacimento pressoché totale della figura della Vergine. La tela è stata a sua volta sottoposta a restauro dopo il terremoto con un intervento che ha fissato la pellicola pittorica impedendone la caduta ma non ha affrontato il problema della pulitura e dell'ossidazione della vernice.
Merluzzi F., Schede, in Il museo civico di Gemona. Catalogo delle opere, Gemona del Friuli (UD) 2007
Pordenone Gemona, Pordenone Gemona. Dalla Serenissima agli Asburgo. L'antica strada verso l'Austria: studi e ricerche, Treviso 1997