in basso a destra: Ducaton 2013
Il dipinto sembra raffigurare un'interazione tra la Terra (Gaia) e la Luna, utilizzando colori vivaci e un linguaggio simbolico. A sinistra una forma che assomiglia a un volto umano stilizzato dovrebbe rappresentare Gaia. Questa figura dai contorni bianchi e sembra scaturire direttamente dal terreno: appare infatti composta di pietre o forme naturali, suggerendo una connessione con la natura e il pianeta. A destra, una sfera verde, da identificare con la Luna, è arricchita da linee che ne suggeriscono il movimento nello spazio e un'interazione con la scena dipinta.
"Gaia scopre la luna" appare come un racconto mitico della Terra, qui rappresentata attraverso Gaia, la personificazione della Terra nella mitologia greca, che "scopre" la presenza della Luna, evidenziando un legame profondo e antico tra i due corpi celesti. Ma il dipinto, a un secondo livello di lettura, si arricchisce di nuove interpretazioni che coinvolgono la sfera individuale o spirituale. Si tratta di temi già affrontati nelle diverse forme di espressione umana, dalla letteratura, all'arte, alla musica, e che nel personale percorso artistico di Annamaria Ducaton trova compimento nel ciclo "Fiabe di Luna", in cui l'artista esplora la particolare visione del corpo celeste, visto come «donna, mistero e magia». Al dipinto, comunque, non è estranea una componente onirica che riallaccia l'opera con le avanguardie artistiche della prima metà del Novecento. La rappresentazione stilizzata di Gaia e della Luna evocano un senso di sogno e di scoperta interiore, mentre gli elementi naturali sono reinterpretati per creare un paesaggio fantastico e misterioso, e invitare lo spettatore a riflettere sulle connessioni nascoste tra i diversi aspetti della natura e dell'universo.