in basso al centro: FESTA DELL'UNITÀ / DELLA PROVINCIA / DI GORIZIA
sul verso, in alto a sinistra: 74
sul verso, in alto a sinistra: 74
sul verso, sulla cornice in alto a sinistra: SERGIO ALTIERI - CAPRIVA (GORIZIA)
Festa dell’Unità della provincia di Gorizia di Sergio Altieri rappresenta una scena corale di vita popolare, un momento di aggregazione che si svolge nel secondo dopoguerra. Il dipinto si distingue per la sua intensa carica narrativa e il forte impatto espressivo. Il soggetto è una festa dell’Unità, evento politico e sociale caratterizzato da un senso di partecipazione collettiva, di impegno e di condivisione.
Nel dipinto emergono numerosi dettagli che animano la composizione e ne accentuano la dinamicità. Il fulcro della scena è una banda che suona al centro dello spiazzo erboso, mentre intorno a essa si dispongono gruppi di persone che ballano, conversano e assistono allo spettacolo. Sullo sfondo si distinguono uno spazio dedicato al "libro popolare" e alcuni pannelli su cui sono appesi quelli che sembrano dipinti, un riferimento a una probabile esposizione artistica, cui fa da contrappunto sulla sinistra un cartello appena leggibile che sembra faccia riferimento a una mostra dell'artigianato femminile. A destra si notano alcuni trattori e macchine agricole, elementi che sottolineano il legame della comunità con il lavoro nei campi. In basso a sinistra due uomini con cappelli si scambiano opinioni davanti a una bacheca su cui sono affisse prime pagine de L'Unità.
L’intera composizione è caratterizzata da un forte senso di movimento e da un tratto pittorico incisivo e gestuale. L’uso del monocromo conferisce alla scena un’intensità espressiva che ne accentua il carattere documentario ed emotivo.
Il dipinto si inserisce nella fase neorealista della produzione di Altieri, un periodo in cui l’artista si dedica alla rappresentazione della realtà sociale e politica del Friuli del dopoguerra. La scelta del tema della festa non è casuale: il momento comunitario si trasforma in un’occasione per riflettere sulla condizione della popolazione, sulle sue aspirazioni e sulla sua volontà di ricostruire un’identità collettiva dopo gli anni difficili della guerra. Il dipinto si collega così ad altri lavori dello stesso periodo in cui Altieri racconta la vita contadina e operaia con uno sguardo attento e partecipe, con una pittura che unisce la documentazione alla ricerca di una dimensione emotiva e simbolica.
L’opera appare come un racconto della vita popolare e politica del Friuli negli anni Cinquanta, in cui la festa diventa una metafora della coesione sociale e dell’importanza dell’appartenenza a una comunità. La pittura non si limita alla rappresentazione oggettiva di un evento, ma diventa un veicolo per un’esplorazione più profonda delle dinamiche umane e storiche, rendendo quest’opera un esempio significativo dell’impegno civile e artistico dell’autore.
Sergio Altieri, Sergio Altieri. Il colore appassionato. Opere 1949/2018, Crocetta del Montello 2018
Bianco nero, In bianco e nero. Opere scelte dalla Pinacoteca del Comune di Muggia, Udine 2007