in alto a destra: G DUIZ / 68
in alto a destra: "MUGGIA" / DUIZ Giovanni […]
sul verso, sulla cornice, in alto a destra: 68
sul verso, sulla cornice, in alto a destra: 14
sul verso, in alto a sinistra: 5[4]0
Muggia di Giovanni Duiz, realizzata nel 1968, è una veduta dal forte impatto evocativo che ritrae la cittadina costiera in un’atmosfera sospesa e senza tempo. La scelta cromatica dei toni seppia conferisce alla scena un carattere antico, quasi fotografico, enfatizzando un senso di memoria. La composizione è dominata dal campanile che svetta sopra gli edifici, i cui volumi si sviluppano con rigorosa semplicità lungo la riva, creando un perfetto equilibrio tra architettura e paesaggio. Le facciate delle case, caratterizzate da finestre schematicamente distribuite e da una costruzione spaziale essenziale, trasmettono una sensazione di staticità, interrotta solo dalla presenza discreta delle barche ormeggiate in primo piano, le cui forme stilizzate sembrano fluttuare nel vuoto metafisico dell’acqua.
L’assenza della figura umana, tratto distintivo della poetica di Duiz, non genera un senso di alienazione, bensì accentua la dimensione contemplativa dell’opera, suggerendo una città silenziosa e raccolta, in cui il tempo sembra essersi fermato. La pittura, caratterizzata da una costruzione rigorosa e da un linguaggio essenziale, si inserisce all’interno della tradizione del realismo magico triestino, con chiari rimandi alla pittura tre-quattrocentesca, oltre che alla metafisica di De Chirico. Le architetture, pur mantenendo una fedeltà documentaria, si trasformano in presenze rarefatte e sognanti, mentre il colore tenue e le trasparenze luminose conferiscono all’intera scena un senso di equilibrio e armonia.
La scelta della monocromia permette all’artista di concentrarsi sulle variazioni tonali e sulla resa atmosferica, creando un’immagine che sfugge a una connotazione temporale precisa e si trasforma in una visione poetica. La sua pittura, sempre sospesa tra realtà e sogno, tra documentazione e trasfigurazione, restituisce non solo un paesaggio fisico ma un luogo dell’anima, in cui la memoria storica e la sensibilità artistica si fondono in una rappresentazione dal fascino intimo e malinconico.
Giovanni Duiz, Trent'anni di vita artistica. Giovanni Duiz 1958-1988, Trieste 1988