Lo scalpello presenta un manico in legno di forma troncoconica, con tre righe e un incavo decorativi. Verso la ghiera di rinforzo, in acciaio, il manico si allarga in un cuscinetto. Il fondo è un po' rovinato per le battute del martello. L'inserto è quadrato e la ghiera è un pezzo di lamierino strizzato per ancorarlo al legno. Sul colletto medio-corto è punzonata una scritta illeggibile. Il tagliente è normale rispetto al manico, curvo, con lo smusso o #bisello# molato all'esterno per creare scanalature concave.
La zona da cui provengono gli oggetti del Museo di Farra si trovava sotto l'impero austroungarico fino alla prima guerra mondiale. Vista la situazione di confine ed il periodo storico, l'utensile potrebbe essere stato realizzato sia nell'attuale Italia, che in Austria, Slovenia o in altri paesi dell'ex impero. Un tempo costava poco il lavoro e molto il materiale, per cui spesso gli artigiani acquistavano solo le parti che non potevano produrre da soli, come ad esempio gli utensili, cui aggiungevano poi manici personalizzati. Quando poi, i manici si usuravano, venivano rifatti. In questo caso è possibile che il manico, sia stato realizzato dallo stesso Tolloi, in quanto le fonti orali riferiscono che fosse in grado di realizzare da solo gli attrezzi di cui aveva bisogno. Lo stesso catalogo S.A.F.E.M. (Società Adriatica Ferramenta e Metalli) presenta, in vendita, solo l'utensile, con eventuale manico a parte.
Iacchini F., Il bottaio, in Il museo di documentazione della civiltà contadina di Colmello di Grotta, Monfalcone (GO) 1993
Storia vite vino Friuli, Storia della vite e del vino in Friuli e a Trieste, Udine 2017
Costantini E./ Mattaloni C./ Petrussi C., La vite nella storia e nella cultura del Friuli, Udine 2007, II
Museo Documentazione Colmello Grotta, Il museo di documentazione della civiltà contadina di Colmello di Grotta, Mariano del Friuli (GO) 1993
Società Adriatica Ferramenta e Metalli, Catalogo Generale 1927, Venezia 1927