L'uccellanda risale agli anni Cinquanta e ha operato ininterrottamente sino alla chiusura della caccia con le reti. Per il proprietario e costruttore Nino Bon, che abitava a breve distanza e coltivava i terreni circostanti, ha rappresentato una importante fonte di integrazione economica (parte degli animali catturati venivano venduti in Friuli e nel Veneto come uccelli da richiamo). Il tondo del roccolo è costituito da un corridoio di carpini bianchi ("çàmar"). La piazza della bressana, caratterizzata per tutta la sua lunghezza da un piccolo dislivello del terreno, era chiusa lateralmente da due doppi filari, di carpino in alto e di ligustro ("bàcjare") in basso.