IL TERREMOTO
La sera del 6 maggio 1976 il Friuli-Venezia Giulia viene scosso da un violento terremoto con epicentro a Gemona del Friuli. Il giorno dopo la conta delle vittime e dei danni raggiunge cifre tragiche. Il Consiglio regionale approva un corpus normativo per far fronte alla devastazione stanziando i primi finanziamenti: di rilievo la legge regionale 10 maggio 1976, n. 15, contenente le prime misure indispensabili di soccorso (Fondo di solidarietà), cui si aggiunge la l.r. 6 settembre 1976, n. 53, che oltre ad attribuire alla Presidenza della Giunta regionale il compito di sovrintendere alla ricostruzione delle zone colpite dal sisma, istituisce la Segreteria generale straordinaria per la ricostruzione del Friuli col compito di coordinare e curare i necessari adempimenti. Nasce il “modello Friuli”, delineato con l.r. 23 dicembre 1977, n. 63: l’Amministrazione regionale si avvale dei Sindaci dei Comuni terremotati, quali funzionari delegati, cui mette a disposizione, a seconda delle esigenze di cassa, i fondi necessari con ordini di accreditamento, anche in deroga a limiti di importo e di oggetto; i Sindaci funzionari delegati possono assumere impegni entro i limiti di spesa stabiliti con delibera della Giunta regionale, che definisce anche criteri e direttive da seguire.