Lungo la Ciclovia FVG 3 verso oasi verdi e dimore storiche

04 Gennaio 2024

Lungo la Ciclovia FVG 3 verso oasi verdi e dimore storiche

Stazione ferroviaria di Maniago – Giardino e Parco di Palazzo Attimis Maniago (Maniago) – Parco di Villa Policreti (Castel d’Aviano)– Stazione ferroviaria di Budoia – Polcenigo

 

 

Mappa Maniago Budoia

mappa

 

 

Maniago budoia ALTIMETRIE

altimetrie

 

 

Percorso che si sviluppa principalmente lungo la direttrice della Ciclovia Pedemontana e del Collio (FVG 3) prevalentemente in piano o in discesa. L’itinerario di media lunghezza collega Maniago e Aviano e va a toccare, oltre che i parchi e giardini, anche alcune dimore storiche descritte nel volume della collana Paesaggi inerente alle Ville Venete

 

FONDO STRADALE: asfalto, pavé
ANDATA: 27,8 km
RITORNO: in treno

 

Il punto di partenza di questo itinerario è la stazione ferroviaria di Maniago, un centro famoso nel mondo per la produzione di coltelli e strumenti da taglio. Nelle immediate vicinanze si segnala a questo proposito il Museo dell’arte fabbrile e delle coltellerie, ospitato in un edificio che fu sede dal 1907 della prima grande fabbrica di coltelli. Al suo interno sono ricostruiti gli ambienti di lavoro ed esposte le principali produzioni passate e presenti dell’industria cittadina.

Dalla stazione imbocchiamo via della Stazione e all’incrocio svoltiamo a SX e pedaliamo sino a raggiungere piazza Italia. Qui troviamo Villa Attimis Maniago con il suo giardino e il suo parco. Le prime informazioni riguardanti la villa risalgono al 1448 quando, in un documento che regolamentava le divisioni delle proprietà familiari, si riferiva dell’esistenza di un’abitazione situata “fuori del castello”, appartenente a Federico di Maniago e al figlio Giovanni Antonio. Il parco si estende all’interno di un sistema insediativo trasformato nel Settecento che, assieme agli edifici limitrofi, forma una cortina edilizia che delimita la piazza principale della città. All’interno del parco si trovano inoltre un giardino all’italiana e un ampio brolo che si adagia sui primi rilievi montuosi verso l’antico castello.

Proseguiamo nella direzione da cui siamo arrivati e, dopo mezzo chilometro, all’altezza di una piccola rotonda, manteniamo la DX su via Piave (a senso unico). Si arriva a una rotatoria dove si imbocca la prima uscita e raggiungiamo Piazza Cavour a Maniago Libero.

Continuiamo a DX su via dal Mistro fino allo stop sulla SR 251, dove si svolta a DX. Pedaliamo per circa 3 km passando il ponte sul torrente Cellina ed entrando a Montereale Valcellina. La località è sita su un terrazzo alluvionale fra il Torrente Cellina, il Monte Spia, il Monte Castello e il Monte Fara.

Entrati nel centro abitato si pedala per 400 m arrivando ad uno stop, dove si continua dritti seguendo le indicazioni per il centro. All’incrocio con via Garibaldi manteniamo la DX e passiamo davanti la chiesa di S. Maria Assunta. Giunti a un bivio teniamo la SX seguendo i cartelli per la stazione dei treni.

Dopo 500 m alla nostra DX troviamo una ciclo-pedonale che seguiamo nel suo andamento per altri 500 m per poi svoltare a DX in via Sottocollina (seguire i cartelli marroni indicanti la ciclovia).

La ciclovia presenta alcuni tratti in promiscuità con utenti addetti ai lavori agricoli.

Pedaliamo per circa un paio di chilometri, fino all’intersezione con via Montereale, dove si gira a DX e poi subito a SX. Seguiamo l’andamento della strada che curva prima a DX e dopo 500 m a SX. Continuiamo per un paio di chilometri e arriviamo in via della Centrale dove svoltiamo a DX e poi a SX. Dopo 1,5 km possiamo ammirare la chiesetta di S. Biagio, la cui costruzione risale al XVI sec., e proseguire sino a incontrare via Slataper dove manteniamo la DX. Percorsi 400 m giriamo a SX e dopo 1,5 km ci troviamo in via Santa Caterina a Marsure, un antico borgo. La strada curva a SX e dopo un po’ troviamo la chiesa di Santa Caterina, originaria del XIV sec. Nel presbiterio si può ammirare un ciclo di affreschi di Girolamo Stefanelli da Porcia, databili alla prima metà del Cinquecento.

Percorriamo via Sbovata ed allo stop si attraversa la carreggiata proseguendo su via Marsile, dove si trova una ciclabile delimitata da segnaletica orizzontale. Arrivati in via Trieste si svolta a SX e, dopo aver incrociato il cartello che indica che stiamo entrando ad Aviano, imbocchiamo via Strizzot alla nostra SX.

Seguiamo l’andamento della strada che continua su via dei Molini e conduce in via de Zan dove parte una ciclo-pedonale che passa sotto un arco e arriva fino a piazza Duomo ad Aviano.

Da qui possiamo ammirare da un lato Villa Menegozzi Brazzoduro Carraro. La villa-palazzo settecentesca appare coronata da statue raffiguranti divinità e personaggi della mitologia greca. All’interno si trovano ricche decorazioni con quadrature architettoniche illusionistiche e scenari naturali, tra cui un’immagine del perduto castello di Aviano.

Di fronte a noi si trova invece il Duomo di San Zenone. Costruito a partire dal 1777 su progetto dell’architetto Francesco Riccati, presenta una facciata neoclassica con quattro semicolonne con capitelli corinzi poggianti su dado. Queste sostengono un ampio frontone sormontato da tre statue.

Dalla piazza si percorre via Roma, all’incrocio si mantiene la DX passando davanti alla sede del Comune e davanti a Villa Oliva Del Turco Trevisan. La dimora settecentesca con interventi d’epoca neoclassica apparteneva ai nobili Oliva Del Turco e, dopo alcuni passaggi di proprietà, finì a una famiglia di mugnai, i Trevisan. Alla fine del Settecento la villa fu soggiorno nuziale di Johann Radetzky.

Pedaliamo procedendo nella direzione da cui siamo arrivati, oltrepassiamo un incrocio regolato da semaforo e alla fine della strada svoltiamo prima a SX e poi a DX in via Vicin. Pedaliamo per 600 m fino a incontrare il cartello che ci segnala di girare a DX e poi a SX in via Fantin, la strada dopo 300 m curva e diventa via delle Rive. All’incrocio, sempre guidati dai cartelli, giriamo a SX, proseguendo dritti per circa 900 m e arrivando all’ingresso di Villa Policreti. Il complesso edilizio sviluppatosi tra 500 e 800 su preesistenze medievali è immerso in un parco romantico disegnato dal noto paesaggista Pietro Quaglia nel 1845: ricco di fontane e laghetti oggi è stato trasformato in un campo da golf.

Ritorniamo indietro di un po’ e riprendiamo a pedalare lungo la ciclovia FVG 3. Si passa via Ortugna, allo stop si seguono le indicazioni per Budoia e al bivio si mantiene la SX e si scende fino ad entrare a Budoia. Oltrepassato il torrente Ortugna si svolta a SX e dopo circa 800 m, all’incrocio, si attraversa proseguendo dritti. La strada continua su via Cial d’Avian e arrivati alla SP 31 si gira a DX e poi subito a SX in via Viola. In questo tratto si raccomanda prudenza.

Ci troviamo su una ciclo-pedonale che percorriamo per 500 m, a questo punto svoltiamo a SX in via Doneal e dopo 400 m una sterrata alla nostra DX, che percorriamo arrivando in via della Stazione. Qui manteniamo la SX e, dopo un centinaio i metri, giungiamo a destinazione.

 

Allegati

  • Itinerario GPX (50 KB, gpx)
  • Itinerario KML (13 KB, kml)